La rosa e il bambino

 … “Osserva un bambino: è ancora senza mente. Apre gli occhi e si limita a guardare il mondo. Portagli una rosa. Non ne conosce il nome, non può etichettarla o inserirla in qualche categoria… non sa nemmeno cosa sia. Tuttavia la rosa è presente: i colori inondano il bambino, la sua bellezza lo avvolge, la fragranza arriva dritta al cuore. Lui non sa cosa sia, ma vive un momento di grande intensità. Quando dirai al bambino: ‘Questa è una rosa‘, l’esperienza non sarà più la stessa; non sarai più in grado di fare l’esperienza del mistero di una rosa. Adesso, ogni volta che avrà di fronte a sé una rosa, dirà: ‘Questa è una rosa‘. Ora porterà con sé la parola. Lo hai impoverito, prima era ricchissimo: davanti a lui c’era la totalità della rosa, e lui poteva solo viverla: non esistevano altri modi di descriverla, di definirla…

Una rosa è una rosa… il bambino era silenzioso, la sua mente non funzionava, non era presente; non c’erano barriere: il cuore del bambino si era fuso con quello della rosa. Egli non avrebbe nemmeno saputo dire dove finiva lui e dove iniziava la rosa, non c’erano confini. In quel momento di meraviglia, entrambi erano diventati una cosa sola. Per un istante, non erano due entità: si era formata un’unità.  Ma tu gli hai detto:
Questa è una rosa’, ora l’esperienza non si ripeterà più. Non appena comparirà una rosa la mente dirà: ‘Questa è una rosa‘. Il mistero s’è perso; adesso c’è una risposta, il bambino sa. Che assurdità! Per te, adesso, il sapere del bambino sta aumentando, in realtà sta avvenendo l’esatto opposto.

Prima che tu gli spiegassi cosa fossero le cose, lui già lo sapeva con tutto il suo essere. Non era un sapere intellettuale, ma un’esperienza. Tu, però, pensavi che fosse ignorante. Ora pensi che sappia, perché nella sua mente c’è una parola: la parola ‘rosa’ non è una rosa, così come la parola ‘Dio’ non è Dio, né ‘amore’ è l’amore. Ma noi continuiamo ad accumulare queste parole; e poi esistono menti sottili che sistemano queste parole all’interno di interpretazioni, teorie e ragionamenti.

E più diventi raziocinante e teoretico,

più ti allontani dalla rosa

da Diodall’Amore.

A quel punto,

persino gli echi diventano impossibili;

non ti raggiunge niente, 

né tu arrivi da nessuna parte…

semplicemente, vivi nella mente,

sistemando nuove parole”…

affannosa-mente

 Fonte: OSHO – “Il candore della dignità” © 2010 RCS Libri S.p.A – I ed. Tascabili Bombiani (pag. 205-207). © 1974 International copyright by Osho International Foundation

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