ATTO D’AMORE

 

Ora lo sai, quanto bene ti voglio

eppure non riesci a lasciar andare l’orgoglio …

questo, probabilmente, è il motivo principale

per cui non ce la fai a perdonare

ignorando che così ti stai facendo del male …

 

Rabbia e risentimento …

insieme all’inevitabile senso di colpa,

sono emozioni inutili e dannose

che ostacolano il naturale cambiamento …

 

L’ho detto e lo ripeto,

la causa dei tanti problemi è lo smisurato orgoglio,

un’inconsapevole manifestazione dell’io,

il falso Sé …

(la maschera che hai indossato per dimostrare a te stessa

che puoi fare a meno di ME …)

 

Ora hai compreso che è una menzogna,

che ti stai ancora ingannando,

e che tal comportamento ti tiene separata

dalla gioia e dalla saggezza

quella stessa creazione mentale

che molti ancora chiamano Dio,

facilmente raggiungibile al di là del bene e del male

per chi sceglie di liberarsi, definitiva-mente,

dell’io e del mio … per approdare, beatamente,

 su un piano più elevato di consapevolezza …

ove splende la bellezza …

 

Dai, non disperare, anche Tu ce la puoi fare,

ma prima prova ad abbandonare il dolore,

poiché questo sarebbe, nei tuoi confronti,

un meraviglioso atto d’Amore

che ti consentirebbe di ritrovare lo stupore …

 

CORPO DI DOLORE

… <<Perché il Cristo sofferente, il viso distorto nell’agonia ed il corpo sanguinante per innumerevoli ferite, è un’immagine così significativa nel nostro inconscio collettivo? Milioni di persone, soprattutto nel Medioevo, non si sarebbero relazionate così profondamente con quell’immagine se qualcosa dentro di loro non avesse risuonato, se inconsciamente non avessero riconosciuto in quell’immagine una rappresentazione eterna della loro realtà interiore, il corpo di dolore. Non erano ancora abbastanza coscienti da riconoscerlo direttamente in loro stessi, ma era l’inizio del loro diventarne consapevoli. Cristo, al di là della comune, superata, coscienza, può essere visto come un archetipo umano, che li incarna ambedue: il dolore e la possibilità della trascendenza. Il corpo di dolore è una forma d’energia semi-autonoma che vive nella maggior parte degli esseri umani, un’entità fatta di emozioni. Ha una sua intelligenza primitiva, non dissimile dalla furbizia di un animale, diretta principalmente alla sopravvivenza. Come tutte le forme di vita, periodicamente ha bisogno di nutrirsi , di prendere nuova energia, e il cibo che richiede, consiste di energia compatibile con la propria, che è come dire, un’energia che vibra ad una frequenza simile. Ogni esperienza emozionale dolorosa può essere usata come cibo dal corpo di dolore; ecco perché prospera con il pensiero negativo così come nel dramma delle relazioni. Il corpo di dolore è dipendente dall’infelicità. Può essere uno shock quando comprendete per la prima volta che vi è qualcosa in voi che periodicamente cerca emozioni negative, cerca l’infelicità. Per vederlo in voi stessi avete perfino bisogno di più consapevolezza che per riconoscerlo in un’altra persona. Una volta che l’infelicità ha avuto la meglio su di voi, non solo non desiderate che finisca, ma volete rendere anche gli altri miserabili come voi, per poi nutrirvi anche delle loro emozioni negative. Nella maggior parte delle persone, il corpo di dolore ha uno stadio latente, dimenticate facilmente che portate in voi una nube oscura o un vulcano dormiente, che dipende dal campo energetico del tipo particolare del vostro corpo di dolore. Quanto a lungo stia nello stadio latente varia da persona a persona. Alcune settimane è il caso più comune, ma può essere anche solo qualche giorno o perfino mesi. In qualche raro caso il corpo di dolore può stare in ibernazione per anni, prima che qualche evento inneschi la fase attiva. A quel punto il corpo di dolore, affamato, si risveglia dallo stadio latente, ma certe volte può anche attivarsi a causa di un evento. Quando è pronto ad alimentarsi, può usare la cosa più insignificante come pretesto per attivarsi, qualcosa che uno dice o fa, o perfino solamente un pensiero. Se vivete soli o in quel momento non c’è nessuno intorno, il corpo di dolore si nutrirà dei vostri pensieri. Improvvisamente i pensieri diventeranno profondamente negativi. Il pensiero è energia ed il corpo di dolore si nutre d’energia, ma solo di pensieri negativi, poiché quelli positivi lo uccidono.>> …

(Fonte: Eckhart Tolle, “Un nuovo Mondo”. © 2008 Ed. Mondadori, pag. 124-126)

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5 risposte a ATTO D’AMORE

  1. L'amico Mauro ha detto:

    “La rabbia e l’attacco sono una reazione di difesa alla paura.
    Spesso non ci apriamo all’esterno e ai messaggi dell’universo perché abbiamo paura.
    A livello alchemico la paura viene trasformata in fiducia.
    Il coraggio e la fiducia insieme bruciano i residui emozionali della paura.
    La paura si attiva ogni volta che c’è un cambiamento, eppure il cambiamento è la legge dell’esistenza. La paura diventa patologica quando ci impedisce di affrontare il cambiamento” …

    Estratto da: http://anima.tv/andreazurlini/2016/08/05/16-paura-cambiamento-fiducia/

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