CANTO

 

 

Ora, dopo la definitiva  separazione

Ti voglio raccontare l’emozione che ho provato

nel porre fine alla nostra mistica unione

 

Cara “Amica” …

sappi che è stata per “me” una grande fatica

sopportare quei continui sbalzi d’umore

che un istante m’imponevano di comportarmi da infante …

e quello successivo mi suggerivano d’ascoltare il cuore,

sempre palpitante …

 

Ora, tutti sanno che ogni relazione

così come è nata è destinata a morire …

e che a nulla serve accanirsi a voler posticipare

quell’irrimandabile, fatidico, momento …

ciò significherebbe, semplicemente,

che la nostra mente è totalmente insicura,

poiché, evidentemente,

non s’è ancora liberata definitivamente

 della paura e dell’attaccamento …

… e questo, sicura-mente,

all’evoluzione non apporta alcun giovamento …

 

Si sa che dopo la sfrenata passione,

se nella coppia i due non hanno sperimentato l’abreazione,

è altamente probabile si possa giungere alla repulsione …

Ciò accade, normalmente, quando, col cuore infranto,

ci si rende conto che la persona che ci è accanto

è solo una lontana proiezione …

di quell’iniziale, ideale, incanto …

 

<<E allora?>>

 

Sono affranto … ma questo è quanto …

Meglio se prima d’impegnarti per tutta la vita

scegli di lasciarti andare a più d’un’esperienza …

in modo che, almeno per quanto concerne il sentimento,

tu possa elevare la tua coscienza

fino al punto da riuscire ad intonare quel canto

già noto alla tua divina Essenza …

 

Rinunciando poi, anche, perché no,

ad essere quel qualcuno

che ancora, evidentemente,

non ha trovato il modo

per tornare nelle braccia dell’UNO …

 

 

… <<È il sapiente che, nello yoga – ovvero in quella ri-unione con l’UNO che è, insieme, distacco dalle cose che causano sofferenza – ri-conosce il vero Sé spirituale, e perciò lo vede presente in tutti gli esseri, scorgendo così dappertutto, al di là di ogni superficiale distinzione tra personale ed impersonale, la stessa realtà.>> …

“Per chi vede ME in ogni cosa, e ogni cosa in ME,

IO non sono mai perduto, né lui/lei è mai perduto in ME”

(Fonte: Marco Vannini, “Oltre il cristianesimo”. © 2013 Bompiani, pag. 164 e 165)

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