ERESIA

Qual è quella strana follia che ultimamente

sta ossessionando il cuore di tanta gente?

 

L’egomania, naturalmente!

Tanti “pensano” che sia sufficiente

acquietar la mente

per accedere al trascendente,

cioè sperimentare una travolgente emozione

a molti nota pure come illuminazione

 

Si cerca dunque con trepidazione

il metodo a ciascuno più congeniale.

C’è chi ripete mantra in continuazione

chi s’accontenta della suggestione …

e chi preferisce la concentrazione,

dopotutto l’essenziale

è che sia qualcosa di assolutamente naturale

 

 

 IL DRAGO

… <<In molti rami del misticismo e dell’occultismo, è assiomatico che l’ego – o mente cosciente, o corteccia cerebrale – è il “drago sulla via”. “La mente è l’uccisore reale. Il discepolo deve uccidere l’uccisore”. Ossia la mente è l’ostacolo che impedisce di rendersi conto che Dio è qui e adesso, che in realtà non vi è distinzione fra l’uomo e la natura, né fra l’anima e l’intero universo. Questa unità esiste da tempi immemorabili e continuerà ad esistere in tutti i tempi a venire. Solo le limitazioni del nostro pensiero, della nostra coscienza superficiale alimentata dagli stimoli dei sensi, ci rendono ciechi alla realtà dell’onnipresenza e dell’immanenza di Dio. La ”eresia della separazione” è essenzialmente un prodotto dell’ego, non un fatto di natura. Se dunque l’ego può essere spinto fuori della strada con un qualsiasi artificio, noi possiamo divenire consci dell’unità di tutta la Vita e capirla come effettiva. Nel sonno l’ego viene spostato, ma anche colui che percepisce; nell’ebbrezza l’ego è eclissato, ma anche colui che percepisce; nella concentrazione ci costringiamo a concentrare tutto il pensiero in un punto e, infine, ad abbandonarlo. In altre parole, questo addestramento fa sì che si possa smettere di pensare a volontà, e riportare poi il pensiero, pure a volontà, sugli affari quotidiani. Quando il pensiero viene sospeso in questo modo, pur rimanendo vigile e cosciente, si ha l’illuminazione. Dio è! È sempre stato così e sempre sarà così. Bisogna solo portare l’ego fuori dalla via. Quando consideriamo la legge di concentrazione che stiamo discutendo, diviene chiaro che, se tutta l’attenzione venisse concentrata sull’ego stesso, dapprima questa coscienza dell’ego verrebbe straordinariamente aumentata, fino a giungere a una ipertrofia dell’ego stesso, a un’egomania. Ma prolungando la concentrazione, a poco a poco l’egomania si attenuerebbe ed infine scomparirebbe del tutto. Rimarrebbe solo una mente attivamente vuota – per quanto possa apparire paradossale – acutamente conscia di essere una con Dio, con l’Amore, la Vita e la Bellezza. Se vogliamo definire con parole gli scopi della Grande Opera, lo sviluppo della concentrazione e della meditazione, potremmo dire che consistono nel divenire acutamente consapevoli della nostra essenziale identità con la radice e la fonte della stessa vita e nel divenire, agenti coscienti della sua continua attività. L’egoismo radicato nell’Io diviene universalmente allargato così da includere l’Io del Tutto, perché Esso è Tutto ciò che esiste. La meditazione sul mantra indù rivelerà che questo è il significato di Tat Tvam Asi. Per arrivare a questa esaltata coscienza mistica, che è la meta di tutti i sistemi di illuminazione, orientali ed occidentali, dobbiamo divenire adepti nell’uso della concentrazione e della meditazione.>> …

Fonte: Israel Regardie, “Teoria e pratica della magia”. © 1983 Hermes edizioni (pag. 125-126)

 

<<Ma se poi non accade niente?>>

Bisognerà provare, più semplicemente,

come chi non sa neppure d’avere una mente

a vivere innocentemente …

 

 

… riponendo totale fiducia nel fatto che la nostra essenza

sa esattamente cosa fare per elevare la coscienza

 

Sarà quindi sufficiente

accogliere ogni nuova esperienza

senza mai perdere la speranza

dopotutto non è scritto da nessuna parte

che tutti debbano illuminarsi

in questa esistenza

 

6 risposte a ERESIA

  1. Pingback: BRAMOSIA | La Nuova Era

  2. L'amico Mauro ha detto:

    GIUSTIZIA ETERNA
    … Colloquio tra il frate Savonarola (F) e Gua Li …
    F: … “Qual è il vostro dolore? Chiese il frate a Gua Li.
    “L’attesa, il non sapere, l’assenza”, rispose la giovane.
    F: “La risposta è nelle mani e nella misericordia di Dio, che voi negate”, aggiunse il frate.
    “Come potrei negare lo spirito, qualunque forma esso abbia, se esso è nell’uomo?”
    F: “Condivido, ma il figlio di Dio nacque per questo scopo, per ricondurre al padre l’uomo che lo aveva perduto”.
    “Io conosco un’altra storia e sono venuta qui per portare una parola d’Amore, che sempre cambia l’uomo in un essere migliore”.
    F: “Vi ascolto, allora. Forse le nostre strade sono diverse, ma conducono alla stessa direzione”.
    “E’ quello che dice Ada Ta”.
    F: “Chi è costui?”
    “Colui del quale provo l’assenza”.
    Il frate incrociò le dita ed appoggiò il mento sui pollici uniti. La voce della donna lo turbava, perché se mai avesse potuto ascoltare quella della madonna era sicuro che non sarebbe stata dissimile. Con il calzare di cuoio si schiacciò il mignolo del piede per punirsi di una simile blasfemia. Poteva anche essere a cospetto del diavolo, o di una santa, a volte era cos’ difficile capire, come il confine tra follia ed estrema sapienza. Se avesse ascoltato, Dio gli avrebbe fatto riconoscere la differenza.
    F: “Parlatemi di questo messaggio d’Amore di cui siete portatrice”.
    “E’ una storia molto lunga”.
    F: “Anche da un solo ramo si riconosce l’albero”.
    … La storia …
    Maria, che in molti ormai chiamavano Magdala per non confonderla con la madre di Gesù, cercò a lungo il bene di Yuehan. Ma il ragazzo, che ormai superava in altezza molti uomini, la fuggiva, anche se con gentilezza e senza darlo a vedere. Non era tuttavia questo il suo cruccio maggiore. La popolarità di Gesù era tale che ovunque andasse lo chiamavano il vento del deserto, perché la sabbia delle sue parole entrava nelle case più serrate come nelle anime più rigide. E ovunque era accolto come l’uomo profetizzato da Isaia, l’angelo vendicatore che, pervaso dallo spirito divino, avrebbe liberato il popolo della Palestina dal giogo romano. Gesù le confidava spesso i suoi dubbi ed i suoi timori, la gente ancora non capiva che il primo obiettivo era la solidarietà comune, per sperare d’ottenere qualche risultato. Invece erano divisi, zeloti, esseni, galilei, giudei, e ognuno di loro rivendicava il primato ed acclamava Gesù come proprio salvatore …
    http://www.repubblica.it/esteri/2014/07/14/news/chiesa_anglicana_donne_vescovo-91562105/
    “Credono in me a causa non di ciò che dico, ma dei miei prodigi, che chiamano miracoli …
    http://amicidimauro.wordpress.com/2011/01/14/i-miracoli/
    … ed è con quelli che pensano di trovare la via della ribellione. L’unico vero rivolgimento passa invece dalle coscienze attraverso l’Amore. Non voglio sostituire una legge con un’altra legge e nemmeno che la pensino come me. Seguire le regole dei nostri padri o criticarle non è né giusto né sbagliato, basta che nella scelta non vi sia imposizione”.
    “Hanno bisogno di una guida”.
    “Quando un popolo richiede una guida significa che rinuncia alla propria libertà. gli uomini passano, io passerò, ma non ciò in cui credo. Le leggi cambiano con il tempo, la giustizia è Eterna”.
    F: “Ciò che dici è eresia! Gli ebioniti sono stati condannati per aver sostenuto questo”.
    “Non li conosco, io sono solo una discepola senza il suo maestro”, rispose Gua Li. “Ma egli mi ha spiegato che eresia significa scelta, e quindi colui che sceglie in libertà è detto eretico. E’ una bella parola, è giusta e amorevole. Ma non voglio offendervi in alcun modo. Se volete, mi fermerò”.
    F: Vai avanti. Sarà come nel confessionale, quando per amore di Dio si ascoltano i peccati più gravi” …
    Dal libro: “L’Eretico” di Carlo A. Martigli (pag. 381-382, stralcio). (c) 2012 Ed. Longanesi.
    http://www.amazon.it/Leretico-Longanesi-Narrativa-Carlo-Martigli-ebook/dp/B006WEQFNO

  3. L'amico Mauro ha detto:

    A proposito di “assenza” …

    LA MIA SOLITUDINE

    … “Ne era nata una poesia. Fra le mie che consideravo più belle. L’avevo dedicata al figlio che non avevo avuto … La tenevo in vista sul mio tavolo da lavoro. Andavo a rileggerla per provarne una pietà tutta mia, per farmi del male. Un giorno il foglio con la poesia scomparve. Quei versi a cui avevo dato il titolo “Figlio evitato”:

    È nello sguardo chiaro che potresti avere,
    è nel tuo guardarmi furtivo,
    mentre sono distratto,
    che mi capita di pensarti
    -figlio-
    che non ho voluto per deliberato amarti

    Potrebbero, se tu fossi esistito,
    essere le nostre vite strette l’un l’altra
    come piccole scimmie freddolose,
    al vento di questa sera

    T’avrei al mio fianco a camminare,
    in false distanze,
    scorci di pensiero anch’esso di prospettico inganno
    o, forse, mi potresti persino detestare

    Avresti potuto essere il mio orgoglio,
    dicono,
    ma il mio orgoglio è l’averti risparmiato
    l’ora della penombra che affila la lama:
    Tu solo puoi dire se fu errore e in che misura,
    non averti dato in pasto alla specie …
    … Tu solo capire che con la forza del vuoto Ti ho piena,
    mia statuina sacra,
    mio geranio a cui do acqua alla prim’ora del giorno,
    e giorno non c’è che mi dimentichi

    Ci troveremo là
    dove si sta nel prima e al prima si torna …
    … rispondimi:

    perché avrei dovuto infliggerti le devianze di una vita
    per un calvario breve?
    Mi vedrai un giorno apparire,
    mi lascerai, io spero, il posto a sedere accanto a Te:
    ricordati, se puoi …

    … di toccarmi almeno le mani, nelle mie mani
    le piaghe del non averti mai accarezzato la fronte da vivo

    … delle primavere,
    delle donne che avresti potuto avere,
    è fatta questa vastità della mia solitudine,
    mi vanto solo di questo:
    non ho buttato nel pattume nessuno” …

    … ma da qui, nasce, inevitabile
    la mia inquietudine …

    (Fonte: Alberto Bevilacqua, “Tu che mi ascolti”. © 2004 Mondadori X Ed. 2005 pag. 66-67)

  4. L'amico Mauro ha detto:

    SIATE ERETICI!
    … “Siate Eretici, oggi l’unico fuoco che ti aspetta è quello della Trasformazione da ciò che sei stato a ciò che SEI. Nessun rogo brucerà più la tua pelle. Hai già vissuto troppe vite e sei qui ora, solo per onorare il risveglio della tua Maestria. Il gioco della vecchia energia è finito. Eretici è un suono di nuova energia se riesci a sentirne l’essenza del suo significato. Non sottostare a nessuna credenza. Non sottostare a nessun padrone. Disobbedisci al mondo che dorme. Gli eretici ora sono gli umani RISVEGLIATI. Non che si sta risvegliando, basta procrastinare, a che ti serve? Il tuo Spirito sa da dove arrivi, lui conosce bene tutto il percorso che ti ha portata fin qui, fin dal giorno della PROMESSA” …
    Estratto da: http://www.stazioneceleste.it/Myriam/myriam.16.htm

  5. Pingback: COLLERA – astronascenteblog

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