IN-FEDELTÀ

Le questioni irrisolte degli ingenui cuori

che si separano alla fine dei loro amori …

spesso portano alla rabbia ed a inevitabili malumori

cui normalmente seguono i dolori …

che covano dentro … generando rancori …

 

Agli “psico …” ed agli “alti prelati” …

che avendo studiato tutto sanno sugli innamorati … chiedo:

quelle potenti emozioniè meglio trattenerle dentro?

oppure lasciarle “esplodere” fuori?

imparare a riconoscerle potrebbe aiutare a gestire la mente?

(Dopotutto si sa … che esse veicolano un surplus d’energia

che potrebbe essere veicolata diversa-mente …);

il sospetto dell’infedeltà, la paura del tradimento,

sono oppure no, alla base d’ogni ossessione …

riguardante il possesso e la passione ?

 

 

Ormai siamo consapevolivisti i tanti fatti di cronaca,

del fatto che chiunque può diventare violento,

e che, evidentemente, a nessuno importa più di commettere peccato,

tanto poi sarà “sicura-mente” perdonato …

(a proposito, qualcuno ha mai indagato per accertare a quale religione

appartiene quella speciale categoria di persone?)

DALLA RETE:

<<Il crimine, anche quello più efferato,

non è mai, come si potrebbe erroneamente credere,

una regressione dell’umano alla ferocia primitiva dell’animale>>

( “Quel male senza causa” – Massimo Recalcati)

… esso è probabilmente causato dalla mente duale,

che vuole assolutamente affermare se stessa, anche facendo del male …

 

AGGRESSIVITÀ

… <<L’aggressività è diventata un problema di primaria importanza in tutte le civiltà altamente sviluppate della nostra epoca. Ad ogni individuo si richiede un “atteggiamento adeguato alla società”, che in parole povere significa: “Reprimi la tua aggressività!”. Tutte queste aggressività represse dei nostri concittadini così “gentili e pacifici”, così “ben adattati socialmente”, si manifestano di nuovo sotto forma di “malattie”. Le cliniche (e gli studi degli “psico …) sono diventati i moderni campi di battaglia della nostra società. Qui le aggressività represse combattono battaglie impietose contro i loro portatori. Qui le persone soffrono per la propria cattiveria che per tutta la vita hanno tenuta nascosta a loro stesse, non potendola così elaborare ed affrontare consapevolmente. Non dovrebbe meravigliare il fatto che nella maggior parte delle malattie ritroviamo l’espressione dell’aggressività e della sessualità. Entrambe sono problematiche che l’uomo del nostro tempo ha fortemente represso. Forse qualcuno obietterà che sia la criminalità in aumento che l’ondata sessuale odierna sembrano parlare contro questa argomentazione. Al che si potrebbe rispondere che sia la mancanza che l’esplosione dell’aggressività sono sintomi del fatto che l’aggressività viene repressa. Si tratta di fasi diverse del medesimo processo. Soltanto se l’aggressività non viene repressa può essere utilizzata, fin dall’inizio, come energia positiva. È possibile integrare consapevolmente il lato aggressivo della personalità. Un’aggressività integrata diviene disponibile come energia e vitalità senza trasformarsi in debolezza sdolcinata o in selvagge esplosioni aggressive. Ma per raggiungere questo livello occorre maturare attraverso le esperienze. L’aggressività repressa conduce soltanto ad una situazione interiore disordinata, con la quale ci si deve confrontare sotto la pervertita forma di malattie. Quanto fin qui detto vale anche per la sessualità e per tutte le altre funzioni psichiche.>> …

(Fonte: Thorwald Dethlefsen e Rudiger Dahlke, “Malattia e destino”. © 1986 Ed Mediterranee, pag. 142)