MENZOGNE

 

La sincerità è una chimera …

poiché, evidentemente, la gente mente,

continua-mente,

ma c’è stato un tempo in cui,

probabilmente, così non era …

 

Pochi sanno …

poiché lo fanno inconsapevolmente,

che quando ricorrono alla bugia

rinunciano a quell’aspetto del

che li fa somigliare a dei bambini …

… ingenua-mente divini …

 

LA CONVERSIONE

… <<“Niente rende veramente uomo come la rinuncia alla propria volontà”. La rinuncia alla propria volontà avviene infatti per la consapevolezza che l’intelletto è usualmente a servizio dell’affermatività dell’ego e, in questo senso, la sua normale attività a mentire. La menzogna consiste infatti nel mandare l’intelligenza – anzi, la mente, il cui ufficio è proprio quello di mentire – nella direzione che serve all’affermazione di noi stessi, nel modo specifico in cui il momento lo richiede. Infatti noi mentiamo in ogni istante, con la sola eccezione di quei momenti di sospensione dell’egoità che sono i momenti di grazia. Questa è la condizione normale dell’uomo, e chi lo nega anda en mentira, è un bugiardo. Come ebbe pure a dire Teresa d’Avila nel suo “Castello interiore”: “Nelle creature non v’è verità. Dio solo è verità che non può mentire”. Solo nel distacco l’intelligenza libera riconosce la menzogna, ponendosi così in rapporto alla verità, nella verità. Ma riconoscere la menzogna e abrenuntiare se ipsum, rinunciare a noi stessi, altro non è se non la conversione richiesta dall’Evangelo, che conduce alla “verità eterna”.>>

 Fonte: Marco Vannini, “Oltre il cristianesimo”. © 2013 Bompiani, prefazione, pag. 21-22, stralcio

IL BISOGNO

… <<Quando dici una bugia, rinunci al tuo Sé Divino. Non sei ben allineata ad esso. Stai cercando di scappare. Quando fingi, vuoi essere qualcosa che non sei, neghi te stessa. Quando senti di dover ingannare un’altra persona ti dovresti chiedere perché. “Perché lo sto facendo? Di che cosa ho bisogno che mi può arrivare solo tramite l’inganno? E perché ho questo tipo di comportamento?”. Lo sappiamo, è dura, ma una volta che capisci che lo fai perché hai paurapotrai vedere come sei e scegliere la strada giusta, il modo vero di agire. Quando la magnificenza di chi sei arriva nel tuo campo di percezione per farsi riconoscere da te, comincerai a porti delle domande: “Perché voglio quello che voglio?” “Perché chiedo questo o quello?” E realizzerai molto in fretta che chi sei diventata non ha più bisogno di quello che sapevi non s’illude più come chi doveva sentirsi in un certo modo, in una certa situazione e non ha più bisogno di presentarsi agli altri con un’identità che ormai gli va stretta. Il benefico di questa cosa, diciamo noi, è la vera liberazione. E la difficoltà, diciamo noi, è muoversi in un modo nuovo, senza essere legata ad aspettative che hai storicamente richiesto per te e per come eri. Quando un uomo od una donna cominciano a cambiare, saranno testimoni degli aspetti del sé (piccolo “io” n.d.r.) che non operano più opportunamente e non c’è via di scampo. Vedranno i riflessi che hanno creati davanti a sé e si porranno la domanda: “Perché ho bisogno di questo per conoscermi? Che beneficio mi da questa esperienza? Posso spostarmi ad un livello di vibrazione dove non sono più in frequenza con gli aspetti di me che sono stati creati nella paura?”. Quando a questo livello dici di a te stessa, sei consapevole che stai attirando a te, al di là del tuo solito sogno … ciò di cui hai veramente bisogno.>> …

 (Fonte: Paul Selig, “Il libro del sapere e del valore”. © 2016 Ed. Stazione Celeste, pag. 218 e 224, stralcio)

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