UOMO E DONNA

Dai, non aver paura,

anche TU puoi scoprire

cosa c’è oltre la doppia natura …

 

Pur sapendo che Sei in ME,

non riesco a stare un solo momento

lontano da TE

 

 

Se è vero che nell’Essenza

m’hai creato a tua immagine e somiglianza …

allora perché, ancora, non affiora

tale meravigliosa conoscenza?

 

Riuscirò a comprenderlo veramente

se mi libererò definitivamente d’ogni dipendenza?

 

COME LUI – CON LUI

… <<La più importante definizione biblica della natura dell’uomo è che l’uomo è fatto ad immagine di Dio. “E Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza, e abbia potere sui pesci del mare e sui volatili del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano la Terra’. E Dio creò l’uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e femmina li creò”. (Gn. 1: 26-27). L’uomo ha mangiato dell’albero della conoscenza: non è morto, come giustamente aveva predetto il serpente (il Sé, l’energia prodotta dall’equilibrio interiore, chiamata kundalini n.d.r.), è diventato come Dio, ma non è Dio. Il serpente che aveva detto “eritis sicut dei” (sarete come dei) aveva avuto ragione. Nei profeti, a partire da Amos, troviamo lo stesso concetto: l’uomo ha il compito di acquisire ed attuare le principali qualità che caratterizzano Dio, giustizia e amore (rahamim). Michea formulò in modo conciso questo principio: “Ti è stato detto, o uomo, ciò che è buono, ciò che il Signore s’aspetta da te: agire giustamente, essere compassionevole e camminare umilmente con il tuo Dio”. In questa formulazione troviamo un’altra immagine del rapporto tra Dio e l’uomo. L’uomo non è Dio, ma se acquisisce le Sue qualità, non è suo subordinato, cammina con Lui.>> …

(Fonte: Erich Fromm, “VOI SARETE come DEI”. © 1970, Casa Ed. Astrolabio, pag. 46-47)

INCARNAZIONE DIVINA

… <<I vari Gautama, Gesù, Kabir, Nanak, Osho, Lao Tzu … sono esseri umani normali ma, dato che la maggior parte degli uomini è caduta molto in basso, vengono definiti avatara, incarnazioni divine. Ma allora cosa siamo noi? Poiché non riusciamo ad avere una considerazione più bassa di noi stessi ed essere paragonati a qualche specie animale, senza però con questo voler criticare gli animali che vivono secondo la loro natura … per restare degli esseri umani sentiamo il bisogno di creare per loro un posto speciale un po’ al di sopra di noi, quello dell’incarnazione divina. Risolviamo il problema chiamandoli semidei – non dei, badate – (poiché sentiamo che ci deve essere ancora qualcosa più in alto di loro n.d.r.), in modo da poterci rivolgere a noi stessi in quanto esseri umani. In realtà, non dovremmo definirci tali. Manushya significa uomo. Contiene la radice mana, che significa “mente”. Le parole devono essere comprese bene. Quando una persona è immersa nella meditazione, quando fa un’esperienza che la porta al di là della comune conoscenza, diventa un manushya, perché la coscienza e la consapevolezza, stati elevati della mente, sono la vera natura dell’uomo, cui chiunque può ambire, potenzialmente. Quando consegui la consapevolezza di te stessa, cara anima, scopri che quello è il portale della consapevolezza dell’intera esistenza. Quindi l’unico modo per l’uomo di raggiungere dio, Essere come dio lo ha creato, a sua immagine e somiglianza, è scoprire l’intimo fondamento della propria natura, la sua qualità, la sua caratteristica innata, il suo Dharma. Il Dharma è il fondamento, la natura, la base di tutta la vita. È generato dalla compassione: dimora nell’appagamento e genera equilibrio. Compassione e appagamento sono due parole di grande valore: l’intera vita del ricercatore può essere contenuta in esse. Appagamento all’interno e compassione all’esterno devono essere perfettamente bilanciati. Sentitevi sempre appagati interiormente e sempre compassionevoli verso gli altri, l’appagamento non si basa mai sugli altri, così come non è rivolta a se stessi la compassione. Attenzione, l’inquietudine ed il disordine seguono … sull’onda dell’insoddisfazione. Appagamento per se stessi e compassione verso gli altri. Devi fare il tuo massimo per aiutare gli altri e anche di più; dona felicità e pace, non importa che siano accolte o no, non preoccuparti e non demoralizzarti per questo motivo, non è cosa che ti riguardi. Dunque non rammaricarti se hai fatto del tuo meglio e non sei riuscito a sollevare una persona dalle sue pene e sofferenze; non farti abbattere da questo, non biasimarti, conserva intatto il tuo appagamento.>> …

(Fonte: OSHO, “Al di là della paura, oltre il rancore”. © 2012 De Agostini, pag. 246-248, stralcio)

… <<DIO. Qualsiasi cosa diciate su di lui può essere solo ridicolmente incompleta, perché Dio è la totalità, il Tutto. Lo spazio sconfinato che si distende tutt’intorno a noi e si protende all’infinito … l’avete capito? Dio non è una persona seduta nell’alto dei cieli, in un luogo imprecisato; Dio è l’esperienza di annegare, d’immergersi nella divinità, di perdersi in essa. Dio è uno stato oltre la mente incosciente, in cui “tu” non esisti più, anche se in realtà sei assolutamente presente. Egli Ti accadrà quando farai quella meravigliosa esperienza attraverso cui ti riconnetterai alla Sua meravigliosa Essenza.>> … (Estratto dalle pag. 240,241 dello stesso libro)

6 risposte a UOMO E DONNA

  1. L'amico Mauro ha detto:

    A proposito della Vita:

  2. Pingback: FEDEL-MENTE | La Vita è Poesia

  3. Pingback: LEI | Mondi alternativi

  4. Pingback: VELI | La Nuova Era

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